Mi hai fatto venire voglia di leggere questo libro, devo unirmi appena possibile al tuo club! E grazie della menzione, di fianco al lavoro di Elisa poi 🥲✨
Se prima avevo in mente di leggerlo, ora so che devo farlo assolutamente! Inoltre, trovo fondamentale leggere libri che parlano di persone che vivono in condizioni diverse dalla nostra: immedesimarsi in qualcuno che sta vivendo qualcosa di totalmente sconosciuto a noi. Penso che sia uno strumento potentissimo per aprire la mente e renderci conto di quante diverse storie esistano nel mondo. E forse può essere anche una spinta per provare a fare qualcosa per cambiarle. Grazie per questo articolo. ✨
Ciao Alessandra! Leggilo assolutamente e poi fammi sapere cosa ne pensi :) L’obiettivo del mio club del libro è proprio girare il mondo attraverso i libri, per scoprire culture e realtà lontanissime dalla nostra.
Per me finora il più bello letto quest'anno! E concordo con te, fin dove ci si può spingere per convincere un popolo a cambiare il loro destino? E se poi le cose non vanno come avrebbero dovuto? E quanto un popolo è responsabile? Un sacco di domande...
Grazie dell'articolo Cecilia, leggerò questo libro che non conosco. Mi ha colito molto una cosa in quello che hai scritto: l’ayatollah demonizzava l’Occidente, eppure quelle ragazze trovano la forza di respirare e ribellarsi non in un manifesto politico, ma proprio tra le pagine di Jane Austen o di Fitzgerald. Magari la grande letteratura non ha passaporto, appartiene solo alla parte più indomabile dell'essere umano.
Condivido quando dici che noi non possiamo capire l'oppressione di un regime, ma capiamo la ribellione della lettura. Chiunque abbia amato un libro sa cosa significa usarlo come rifugio segreto quando il mondo fuori diventa troppo stretto. Solo che per noi è un momento di evasione; per loro, come ci ricorda Nafisi, era l'unico modo per non farsi sottrarre l'anima. La frase di Nabokov che hai citato ('i lettori nascono liberi') oggi suona quasi come un avvertimento per noi, che questa libertà la diamo per scontata.
Ciao Goffredo, grazie per essere passato! Il libro è molto bello e molto particolare, secondo me merita. Sia perché ci dà uno spaccato della vita in Iran e degli avvenimenti storici, sia perché le parti di critica letteraria sono, secondo me, molto acute e interessanti.
È affascinante come i capolavori restino tali ovunque nel mondo, e come ognuno di noi metta qualcosa di sé dentro i romanzi che ama, a seconda di quello che gli accade intorno.
Mi hai fatto venire voglia di leggere questo libro, devo unirmi appena possibile al tuo club! E grazie della menzione, di fianco al lavoro di Elisa poi 🥲✨
Se non vieni al mio club a breve verrò a prenderti di peso!!
Se prima avevo in mente di leggerlo, ora so che devo farlo assolutamente! Inoltre, trovo fondamentale leggere libri che parlano di persone che vivono in condizioni diverse dalla nostra: immedesimarsi in qualcuno che sta vivendo qualcosa di totalmente sconosciuto a noi. Penso che sia uno strumento potentissimo per aprire la mente e renderci conto di quante diverse storie esistano nel mondo. E forse può essere anche una spinta per provare a fare qualcosa per cambiarle. Grazie per questo articolo. ✨
Ciao Alessandra! Leggilo assolutamente e poi fammi sapere cosa ne pensi :) L’obiettivo del mio club del libro è proprio girare il mondo attraverso i libri, per scoprire culture e realtà lontanissime dalla nostra.
Lo trovo stupendo ✨ ci aggiorniamo presto allora 📖
Per me finora il più bello letto quest'anno! E concordo con te, fin dove ci si può spingere per convincere un popolo a cambiare il loro destino? E se poi le cose non vanno come avrebbero dovuto? E quanto un popolo è responsabile? Un sacco di domande...
Ps. Ma Baggio Milano?
Proprio Baggio Milano :) Abito qui, invece gli incontri del club del libro si tengono in Porta Romana.
Grazie per il tuo commento!
Ma dai!! Praticamente siamo vicine di casa, io abito in Lorenteggio!!
Grazie dell'articolo Cecilia, leggerò questo libro che non conosco. Mi ha colito molto una cosa in quello che hai scritto: l’ayatollah demonizzava l’Occidente, eppure quelle ragazze trovano la forza di respirare e ribellarsi non in un manifesto politico, ma proprio tra le pagine di Jane Austen o di Fitzgerald. Magari la grande letteratura non ha passaporto, appartiene solo alla parte più indomabile dell'essere umano.
Condivido quando dici che noi non possiamo capire l'oppressione di un regime, ma capiamo la ribellione della lettura. Chiunque abbia amato un libro sa cosa significa usarlo come rifugio segreto quando il mondo fuori diventa troppo stretto. Solo che per noi è un momento di evasione; per loro, come ci ricorda Nafisi, era l'unico modo per non farsi sottrarre l'anima. La frase di Nabokov che hai citato ('i lettori nascono liberi') oggi suona quasi come un avvertimento per noi, che questa libertà la diamo per scontata.
Ciao Goffredo, grazie per essere passato! Il libro è molto bello e molto particolare, secondo me merita. Sia perché ci dà uno spaccato della vita in Iran e degli avvenimenti storici, sia perché le parti di critica letteraria sono, secondo me, molto acute e interessanti.
È affascinante come i capolavori restino tali ovunque nel mondo, e come ognuno di noi metta qualcosa di sé dentro i romanzi che ama, a seconda di quello che gli accade intorno.